giovedì 27 febbraio 2014

Ma come ti vesti?! ** Brit Awards 2014 Edition **


La scorsa settimana, oltre al soporifero Sanremo, si sono tenuti i Brit Awards 2014, il premio alla musica britannico. Per fortuna non si sono dovuti sorbire le battute di Renzo Arbore o le gag di Fabio Fazio. Comunque, come sapete, dove c'è un evento c'è un red carpet e dove c'è un red carpet c'è un commento.


Iniziamo con Jessie J: come sta concia? Sembra un misto tra una domatrice di leoni ed una battona sul viale. Questo vestito attillato semitrasparente dove si vede ogni cosa abbinato con un rossetto da ipotermia. Questa mi vuole prendere la strada di Miley Cyrus. Ma è lunga, tortuosa e piena di martelli da leccare.


Facciamoci la foto anche di culo, tiè!



Rita Ora veste di giallo canarino e ci tiene a farci vedere l'ascella. Forse soddisfatta della ceretta o nuova testimonial di Altolà sudore? Nel dubbio, speriamo se la sia lavata per bene.




Lily Allen 'ndo cavolo eri finita? Torna con questo vestito lungo che la fa sembrare Liz Taylor, sfavillante e pesante come una coperta di montone. Da notare la borsetta gialla coordinata con i capelli, che evidentemente sono caduti in un barattolo di vernice. Qui siamo allo shatushismo, lo shatush estremo.



Per il premio Ma ti sei vestita prima di uscire di casa? vince su tutte Aluna Francis, con un osceno vestito camicetta trasparente + pareo da mare. Per non farsi mancare nulla mettiamo anche il reggiseno dello stesso colore per abbinare. 



Parliamo di Lorde, colei che ci ha sfracassato le palle per mesi con la sua Royaaaals, rooooyaaals che te veniva voglia di tagliarti le vene anche con le forbici a punta arrotondata.
Deprimente la canzone, deprimente lei con un total black, ma proprio total, dove si nota il mosaico sulle poppe. 


Lorde, sei contenta del premio? Ah ok. 



Rosie Huntington - Whiteley ci mostra come potersi vestire per carnevale utilizzando la copertura di un divano in pelle. Ci aggiungiamo un fiocco nero a mo' di cintura et voilà! Lo indossiamo come se non fosse successo nulla. 



Ellie Goulding ha pensato di essere una damigella d'onore ad un matrimonio, ma evidentemente ha sbagliato giorno. Che poi diciamocelo, indossa il vestito con la grazia di un rinoceronte con problemi all'apparato digerente. Le mani in tasca? No Maria, io questo non lo accetto.



Laura Cox in evidente stato confusionale nel momento in cui ha scelto l'abito per la serata. Per la serie era meglio se venivi in tuta.



Infine vi presento un gruppo: le Neon Jungle. Che se rimanevano nella giungla forse ci facevano una più bella figura. Da sinistra potrete notare una sirena strafatta, una amazzone da ginocchio valgo, la donna tappeto ed una geisha che si chiede 'ndo cazzo sono.



Domenica ci sarà il top del top per il red carpet annuale: arrivano gli Oscar! Aspetto con gloria quel giorno!

Prendo l'occasione di un red carpet per dirvi che sono stato nominato (evviva!) all'Italian Gay Blogger Awards 2014 per la sezione gossip! Qui: http://igba.altervista.org/ potete votarmi insieme ad altri miei colleghi nelle diverse categorie!
Se vi va, col cuore.




domenica 23 febbraio 2014

Il pagellone di Sanremo 2014: Festivalflop


Non sembrava mai finire, ma alla fine è successo: il Festival numero sessantaquattro è finito. Ore ed ore di diretta, spasmi, zombie sul palco, canzoni orrende e noia. Tanta tanta noia. Oggi voglio fare un pagellone per l'edizione.

La quinta ed ultima serata del Festival ha portato ospiti Ligabue (visto che c'era anche all'inizio si spende meno con il 2X1) Don Matteo (per ringalluzzire il pubblico over 80 in sala) Claudia Cardinale e Stromae (un solito francese che canta canzoni frances-lagnose). Il comico della serata è Maurizio Crozza, una boccata di ossigeno ripensando a Brignano. 

C'è stata la sorpresa dei tre finalisti: Arisa, Renzo Rubino e Raphael Gualazzi con i The Bloodybeetroots. TamarRenga dov'è? Forse era a scegliere la sua catenona d'oro con tanto di palma sanremese da mettere al collo, forse era a farsi una lampada. L'esclusione ci ha colti tutti di sorpresa per quello che era stato definito il vincitore annunciato. Per fortuna la giuria di qualità (che a chiamarla di qualità si offende la qualità stessa) ha deciso di premiare altri.
Vince Arisa che rimane impassibile o quasi alla premiazione, da Sincerità alla vittoria del Festival un bel salto. E la sua canzone, tra tutte le lagne che ho sentito durante le serate, è orecchiabile. Che poi se ci pensate Arisa è bruttina, ha una voce da bambina di dieci anni, ma alla fine canta molto bene. Questo ci insegna che una persona vale anche se non è bella fuori. Ok, dopo questa morale da Glee, ritorno acido eh.
Arisa voto 8 su 10



Grado di nazional-popolarmismo (misurato in Pippi Baudi): 3 su 10
Forse è mancato proprio quello, l'essere più vicino a tutti. Il Festival di Fazio è stato il salotto di Che tempo che fa riproposto sul palco dell'Ariston, ma Sanremo è un'altra cosa e gli ascolti hanno evidenziato bene il problema.

Grado di fluidità (misurato in incredibile scioglievolezza Lindor): 2 su 10
Un grosso problema di questo Sanremo è stato il ritmo durante la serata. Che praticamente non c'è stato. In certi momenti pensavo avessi messo in rallenty la televisione, scoprendo in realtà la diretta. A Fazio va sicuramente il merito, lagnoso e lento come il cervello della Marini.

Grado di trashosità (misurato in farfalle di Belen): 4.5 su 10
Dove sono le baracconate della Clerici? Dov'è Belen che scende la scalinata con la farfalla all'aria e la Canalis che non azzecca manco il suo nome? Manco una soddisfazione trash.

Grado di orchite (misurata in pale eoliche): 9 su 10
Uno dei pochi livelli in cui raggiunge quasi la perfezione: la noia. Tutto il resto è noia, diceva Califano, in questo caso il resto non c'è.

Grado di antichità (misurato in femori rotti): 10 su 10
Un Festival più vecchio di questo non si vedeva da anni. Perfino le nuove proposte sembravano già vecchie. Per non parlare degli ospiti, un ospizio.

I conduttori:

Fabio Fazio - voto 3

Non c'è stato niente da fare in questa edizione per il conduttore Fazio. Partito male, non è riuscito a riportare a galla la nave che affondava piano piano. Noioso con le sue domande banali, lento dove doveva portare il rimo nella serata, imbarazzante nelle sue imitazioni. Facci un piacere, torna a Che tempo che fa. E restaci.

Ciao. 
Luciana Littizzetto - voto 6.5

Ho voluto darle la sufficienza perché se non ci fosse stata lei questo Festival sarebbe andato ancora più a picco. Relegata, in molti casi, a fare la spalla a Fabio Strazio: questo non ha aiutato Lucianina che è sembrata ingabbiata.

"Mi sono fatta due palle così"

Gli ospiti 

Completamente sbagliata la scelta degli ospiti. Si parte con Laetitia Casta che balla, si dimena, stona e risulta praticamente inutile sul palco. Si prosegue con le Gemelle Kessler che ci hanno fatto ballare con i cateteri al vento, per poi passare alla plasticità di Baglioni ed a Renzo Arbore con le sue battute da Bagaglino finendo poi con il mago Silvan ed il suo parrucchino. Un vecchiume sul palco che manco alla casa di riposo Villa Adriana, ho pensato più volte di vedere una puntata di The walking dead con la paura che partisse una epidemia zombie. 
Ospiti - voto 3

Baglioni di plastica in regalo con Barbie magia Sanremo

I cantanti

Big

È il Festival della canzone italiana, valutiamo quindi le canzoni in gara. Una depressione che non auguro a nessuno, alcune francamente orrende (vedi Antonella Ruggiero e Frankie Hi NRG), altre solo orrende. Si salva poco; i Perturbazione, Noemi ed anche Arisa (a mio parere). Ma il fatto che la serata di venerdì, dove venivano cantate le vecchie canzonil, sia stato più godibile, ci fa molto pensare.
Big voto 4.5
Premio della critica Marisa Laurito a Antonella Ruggiero: con lei abbiamo apprezzato che è possibile cantare anche dall'oltretomba. Notevole il suo requiem.

90. La paura

Giovani

Tralasciamo il fatto che la vecchite ha colpito anche loro; alcuni sembravano usciti dal circolino della briscola (vedi Vadim, che dal nome sembra di parlare di un mago da televisione regionale). Se non altro le loro canzoni erano più orecchiabili e carine di moooolti big: farli cantare alle tre di notte non è stato molto appropriato. Ma si sa, l'Italia non è un paese per vecchi. 
Vince Rocco Hunt, che francamente non sopportavo, e ci ha portato il boss delle cerimonie direttamente sul palco. Con sceneggiate materne annesse.
Giovani - voto: 6+ di incoraggiamento
Premio della critica Coconuda - Anna Tatangelo a Vadim: perché è riuscito a far sembrare un giovane più vecchio di Ron.

Con la sciarpa. No Maria, io esco


Il look

Quest'anno ci siamo sbizzarriti in quanto a look sul palco. E nella maggioranza dei casi si parla sempre di orrendezze: prendiamo TamarRenga sempre più truzzo con catenoni, braccialetti, anelli e scolli pubici. Noemi, vera regina del cattivo gusto con mise ogni giorno sempre più orrende. Anche la vincitrice Arisa, visibilmente daltonica per la scelta dei colori, ci ha deliziato col passare dei giorni. Non dimentichiamoci anche i vestiti teutonici di Merkel-Ruggiero.
Look generale - voto 4.5
Premio peggior look "You need a fashion shower" a Noemi: per aver saputo scegliere combinazioni sempre orribili, dalla gruccia al collo (prima serata), una sirena in putrefazione (seconda serata), Heidi ubriaca (terza serata).

ET telefono casa


Votone generale al Festival: 4

Un Festival così noioso, lento, vecchio non lo si vedeva da anni. Forse per ritrovare una schifezza degna di ricordo si deve tornare all'anno di Panariello; anche lui ci aveva messo tanto impegno.
Lo sbaglio di Fazio è stato quello di trasferire il suo salottino intellettuale sul palco dell'Ariston, il problema è che a Sanremo si canta, non si fanno monologhi su Van Gogh. Sanremo nasce come nazional-popolare e così deve rimanere. Sennò mi guardavo tranquillamente Rai Educational.
Di trash se ne è visto poco, di questo sono profondamente triste. Aspettiamo il prossimo anno con Carlo Conti, sarà un Festival Baudiano.

Ciao! A mai più a Sanremo.

Grazie a tutti per questa faticosa settimana sanremese. Abbiamo perso un giorno di vita davanti a Fazio e co. ma ne è valsa la pena. E ricordatevi: Perché Sanremo è Sanremo!


sabato 22 febbraio 2014

La trashrecensione della quarta serata di Sanremo 2014: Festivalnostalgico


Prima di partire alla visione della quarta serata del Festival mi sono ripetuto: dai che ce la fai, dai che ce la fai! Un po' alla Morandi (ricordiamo il suo Festival in silenzio e con commozione) ed assumendo per endovena caffè. Devo dire che ero fiducioso, se non altro i cantanti non offrivano le loro canzoni, ma vecchie hit. Ed in effetti questo ha giovato al Festival che è stato più godibile. Ma non pensate a cambiamenti epocali. 
Infatti la serata rimane convulsa, senza senso logico, lenta come i treni delle ferrovie dello stato ed a tratti inguardabile. 
Se non altro c'è stato un abbassamento nel livello di monologhi (uno o due massimo), ma si registra un cedimento pronunciato dello stato di Fabio Fazio. Il perché si metta a fare imitazioni di Pippo Baudo o del Principe Emanuele Filiberto durante la serata è ancora un mistero di Fatima. 

Ma veniamo alla serata: dopo 3 inizi drammatici se ne becca uno decente. Ci voleva giusto Mengoni con la cover di Io che amo solo te. In ricordo dei fasti del Sanremo di un anno fa, ci mostra la sua incapacità di tenere gli occhi in fase. O era solo strafatto.


Superate le ovvie, banalissime ed inutili domande di Fazio, iniziano anche a cantare i Big che per l'occasione sono accompagnati da un ospite a scelta.
I primi sono i Perturbazione con Violante Placido (che indossa un abito di pizzo, sembra 'na salsiccia) e Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio. A quest'ultimo potevano tranquillamente sostituire un cartonato, vista l'inutilità nel battere due colpi a caso sulla batteria. Dopo questi due primi ospiti ho richiesto, per par condicio, la presenza di Manuela Arcuri a suonare il sassofono, ma niente.

Viene la volta di Frankie Hi NRG con Fiorella Mannoia che scopro essere la sua compagna. Superato lo shock iniziale cerco di sentire la cover di Paolo Conte Boogie, ma vedo Fiorella vestita alla Jessica Rabbit che si dimena in maniera sensuale. Lì mi riprende un secondo shock e decido di non continuare.

Momenti di panico
Dove c'è Noemi non c'è stile. Riprendo a vedere il Festival e mi ritrovo sul palco Heidi. Mi chiedo sinceramente chi continui a vestire 'sta povera ragazza; stasera abito giallo (abbinato benissimo con i capelli) che sembra essere uscito dalla fattoria del Nonno, mentre ci chiediamo dov'è Peter. Tralasciando la sua incapacità di vestirsi, la cover de La costruzione di un amore è, secondo me, la migliore della serata.

Ma che te ridi?

Un momento fastidioso della serata si ha, comprensibilmente, quando arriva sul palco TamarRenga insieme a Kekko dei Modà. Ora, già il fatto che un tizio a quarant'anni si faccia chiamare con un quantitativo di k superiori alla media la dice lunga sul personaggio. Insieme le due voci sono devastanti, se una è fastidiosa, due sono un allarme antiatomico. E dalle bocche spalancate riesco a vedere la flessura destra del colon. 

"Famme spostà che te puzza l'alito"

Primo ospite della serata: il mago Silvan. Se fosse un monologo comico, questa sarebbe una parte in cui ci sarebbero risate, ma non lo è. È proprio lui, non si sa bene per quale motivo, che viene invitato alla quarta serata. Lo si riconosce perché sul palco arriva prima il suo parrucchino.
Mentre minuti imbarazzanti scorrono, con uno stupendo gioco di magia, mi chiedo: sarà nato prima Silvan o il parrucchino?

Momenti altissimi di televisione

Caso vuole che da un parrucchino si passi ad un altro: dopo Silvan è il turno di Ron che canta Cara di Lucio Dalla. Seguono Arisa con una cover di Cuccuruucu molto carina. Peccato che si sia truccata coi pastelli trovati nel giornalino di Peppa Pig.
Si interrompe qua la carrellata dei Big per lasciare spazio ad un residuato bellico: Gino Paoli. Venti minuti in cui rende omaggio alla scuola genovese, venti minuti in cui invecchiamo anche noi. Io mi sento la sciatica
Intanto il reparto geriatrico Ariston si fa sempre più guarnito.

Sorpresa delle sorprese, a metà serata si esibiscono i Giovani. Non vi lasciate stupire dal metà serata, in realtà sono già le 23 da un pezzo. In finale ci sono Diodato, Zibba, Rocco Hunt e The Niro. Due considerazioni: i giovani hanno canzoni migliori dei big in gara e Rocco Hunt si veste demmerda.

il tappeto insossato da Rocco Hunt

Gli ultimi duetti dei big sono alquanto soporiferi e passano in secondo piano, anche se mi chiedo ancora come mai ci sia tutta questa attenzione di Fazio per Cristiano de Andrè, visto che alla sua esibizione viene ripreso sullo sfondo in estasi mistica (qui c'è un Gomblotto).
Da non sottovalutare anche l'esibizione di Antonella Ruggiero accompagnata da sei tizi che suonano con l'ipad (anvedi oh). Lei infatti è vestita come la Merkel, sì ma da morta.

La Merkel sul palco dell'Ariston

Due momenti mancano prima di arrivare alla premiazione del giovane. Il primo riguarda il caso Sinigallia escluso perché ha cantato la scorsa estate la sua canzone in pubblico. La scena che si presenta durante la diretta è surreale, lui che va sul palco e si scusa, Fazio che dice puoi contare su di me, lui che si mette a piangere. Insomma sembrava di essere ad una interrogazione del liceo.
C'è anche uno spazio comico da parte di Enrico Brignano. Poiché mi sta simpatico come una diarrea fulminante in autostrada, dove il prossimo autogrill è a 125 km, decido di non ascoltarlo manco con la forza.

È anche la serata dei premi: quello alla critica viene assegnato a Zibba, miglior arrangiamento a Rubino. Arriva il momento tanto atteso (anche perchè è l'una di notte e voglio dormire): il vincitore dei giovani è Rocco Hunt. E di qui si assiste ad una scena stupenda con la mamma che inizia a dimenarsi, strapparsi i capelli ed impazzire. Boss delle cerimonie style.

La vittoria di Rocco Hunt è una metafora di tutto questo Sanremo, si può riassumere con una elegante, quanto significativa parola: nammerda.



Chi vincerà il sessantaquattresimo Festival? Sono pronto a diventare la Tina Cipollari del momento e ad indignarmi con voi!




venerdì 21 febbraio 2014

La trashrecensione della terza serata di Sanremo 2014: Festivalsagra


Seguire il Festival di Sanremo è un po' come viaggiare nello spazio e perdere ogni riferimento temporale. Einstein lo avrebbe potuto usare come prova della teoria sulla dilatazione del tempo: la settimana sanremese viene percepita come un mese, le ore durante la diretta sono settimane. Per questo quando finisce una puntata sono stremato come non mai.
Anche nella terza serata Fazio non riesce ad invertire la rotta intrapresa dall'inizio, ovvero una noia mortale. Il Festival è fuori controllo, un po' come i dati di ascolto, fanno acqua da tutte le parti.

La partenza è una fiacchezza senza limiti, con tutto il rispetto per la musica classica ed il doveroso ricordo di Abbado, ma se continuiamo così domani sera mi aspetto il rosario in diretta. Se poi ci si mette anche Fazio con l'ennesimo pippone la frittata è fatta. Ma il presentatore è carico: stasera inizia la gara! dice entusiasta. Il problema è la mezz'ora che segue intento a spiegare i tremila diversi meccanismi di voto.

La gara inizia realmente, il primo a cantare è Renzo Rubino che dopo l'esibizione andrà a ballare il tip tap, viste le scarpe. Si divincola come un ossesso sul pianoforte ed è, evidentemente, sotto stupefacenti visto l'abbinamento di colori.
Giusy Ferreri invece indossa un abito ottenuto unendo tutte le buste usate dell'Esselunga; ne viene fuori un patch osceno che rende la cantante ancora più grezza (se non lo fosse già abbastanza).


Arrivano sul palco due grandi, grandissimi, giganteschi punti interrogativi del Festival. Cosa ci stanno a fare? Il primo, indubbiamente, è Frankie Hi NRG con la canzone Pedale, che per lui può diventare un consiglio. Vestito con una giacca che andava di moda nel 1954, grossa quanto un tendone da circo.

Triplo orrore

Manca giusto un circo all'esibizione di Gualazzi con The Bloody Beetroots vestito da uomo ragno. Ad accompagnare il tutto un coro gospel. Tutta 'sto casino, ma alla fine il risultato è uno solo: la canzone rimane demmerda.


Ad assestare il primo colpo all'abbiocco è Cristiano de Andrè che per l'occasione non si è manco cambiato la giacca dalla prima sera. Speriamo non abbia avuto l'ascella pezzata. 
Di qui si interrompe la tanto acclamata gara (che ritornerà dopo un'ora e mezza buona) e nell'ordine ci becchiamo: una falsa interruzione, un monologo della Littizzetto, un monologo sull'arte e Renzo Arbore. 

Si gioca sull'ironia quando un tizio dal pubblico inizia a urlare che manca la musica italiana a Sanremo, ma ta - dan era tutto uno scherzettino! Perché metà pubblico in realtà era parte di un grande complesso che canta una serie di canzoni (tutte rigorosamente NON italiane) a cappella.
La botta di vitalità e di adrenalina è tale che si sono registrati almeno tre infarti nelle prime file dell'Ariston.

Sanremosagra: ebbene sì, il grande ospitone della serata è Renzo Arbore. Avete capito bene. Presentato come se dovesse arrivare Madonna, inizia a sbecerare battute che manco i vecchietti ubriachi al circolino mentre giocano a briscola. Momenti imbarazzanti si susseguono sul palco, poi inizia a cantare. Di qui sembra di essere alla sagra della salsiccia, mancava giusto l'alligalli e la fiera di beneficenza.
Pubblico in delirio, cateteri in aria, femori che ballano e la caciara continua senza sosta per venti minuti. 

Arbore di ritorno dalla spedizione dei Mille

Mentre viene ristabilito il contegno in sala riprende la gara con Antonella Ruggiero, più cadaverica che mai. Una volta cantato il suo requiem, si viene a sapere che sarà la testimonial di svariate pompe funebri in giro per l'Italia.

Ruggieromanidiforbice
Due note sugli outifit di Arisa e Noemi: mentre la prima sembra una spugnetta abrasiva per lavare le incrostazioni più difficili, l'altra ha scelto un sacco della spazzatura. Bocciate entrambe.

Passata ormai la mezzanotte ci becchiamo pure Parmitano tornato dallo spazio e finito sul palco, che culo vero? Abbiamo capito che gli astronauti vengono scelti per la aerodinamicità delle orecchie a forma di padella. Anche a lui tocca un monologo (ma a chi non è ancora toccato, a Vessicchio forse?) che legge come se da un momento all'altro avesse un attacco di diarrea fulminante.

Arrivano i giovani, ma come sapete i giovani di Sanremo hanno almeno cinquant'anni per gamba. O devono essere affetti da reumatismi, parkinson o incontinenza (questo è ciò che richiede la selezione).
Ci ritroviamo nell'ordine Rocco Hunt, un rapper napoletano che alla vista ha ancora i baffetti dei dodici anni, una semifinalista di The Voice che nessuno si è calcolato. Poi tocca a The Niro (non quello che ha subito la atroce traduzione dalla Canalis) ed un cianotico con la sciarpa che avrà si e no quarantacinque anni.
Per la cronaca passa il rapper bimbettino e The Niro. Tutto questo per dire che preferivo Arbore a 'sti giovani-vecchi.

Il "giovane" cianotico con la sciarpa

All'una di notte, mentre il collasso si fa più vicino ed inizio ad avere visioni celestiali di Pippo Baudo, arriva la classifica provvisoria che, per un gioco malsano del regolamento, varrà il 25% del totale.
I primi cinque posti:

1) Francesco Renga - 2) Arisa - 3) Renzo Rubino - 4) Perturbazione - 5) Raphael Gualazzi

Ubriachi in giuria hanno spedito Renga al primo posto e Noemi alla nona posizione, mentre De Andrè è sesto. No Maria, io vado a bere un bicchiere d'acqua.

La quarta serata si avvicina, ormai abbiamo superato lo scoglio. Chi vuole può seguire con me la diretta su Twitter o sulla pagina Facebook di Trashipirina!
Vi saluto come Malgy fuori dall'Ariston

Kisses to everybody



giovedì 20 febbraio 2014

La trashrecensione della seconda serata di Sanremo 2014: Festivalmonologo o Festivalmonotono?



Anche la seconda serata del Festival 2014 è andata, se riesco ad arrivare fino alla fine voglio una statua fatta con le lasagne avanzate alla mensa dell'Ariston.
Una seconda serata all'insegna della noia, noia, noia e noia. Insomma sta continuando paro paro all'inizio ed il motto Sanremo continua passata la mezzanotte sembra una minaccia inquietante.

Con la promessa del Sanremo dei giovani, la serata inizia con una botta di vita: uno spezzone di un programma televisivo per l'istruzione degli analfabeti anni cinquanta. Pensate che ora c'è Uomini & Donne che insegna l'opposto, come diventare analfabeti. Ma torniamo all'inizio: arrivano le gemelle Kessler che ballano, con la paura di tutti noi che una rotula partisse nelle prime file del teatro. Quest'anno sembra che gli ospiti debbano avere un'età superiore ai 60 anni, sennò non vengono ritenuti tali. O molto più semplicemente li possono pagare in pastiglie per la dentiera.

Il primo big in gara questa sera è Francesco Renga che più passa il tempo, più mi diventa tamarro. Tra il mezzo chilo di anelli, braccialetti, collanine e la lampadata ormai è sempre più pronto per partecipare al prossimo trono di Uomini & Donne. Tina preparati.

Francesco per te c'è.. Clotilde. Para pappa parara, para pappa parara 

Giuliano Palma, sempre finissimo con gli occhiali da sole (per l'occasione orribili) decide di cantare due canzoni uguali tra di loro e, udite udite, uguali a quelli che ha fatto finora. Per l'occasione decide di intonarsi alla scenografia della serata: i denti sono perfettamente gialli.


Per smuovere il mosciume che si è fatto avanti in appena quaranta minuti arriva Noemi, una possibile vincitrice. Non per la scelta dell'abito, alquanto discutibile. Un confetto con dei fil di ferro attaccati al collo, così portati con nonchalance. Sarà l'emozione, sarà la vergogna di portare quell'abito, ma sbaglia pure l'attacco della prima canzone. 




Festivalmonologo: durante le varie esibizioni compaiono questi personaggi vip (o meno) che annunciano la canzone vincente tra le due in gara. E ad ognuno viene data la possibilità di parlare. Il problema è che questi partono per la tangente facendo perdere minuti utili che potrei usare a tagliari i peli nel naso.
Cioè, se anche Clemente Russo fa il monologo allora lo può fare anche la donna delle pulizie dell'Ariston; datele il microfono è un suo diritto.

Ad un'ora indefinita della notte compare Ron, uguale a venticinque anni fa, ma più truccato di Moira Orfei. Uno strato di terra sul viso alto almeno due o tre dita. E un parrucchino per il quale aspetto ancora lo scontro epico con quello di Sandro Mayer.

Parte favorito il parrucchino di Sandro Mayer
Gli ultimi a cantare dei big sono Renzo RubinoSinigallia e Sarcina, l'ex delle Vibrazioni. Ed a questo punto la mia soglia di attenzione è tale da alternare stati vegetativi e stati molto più che vegetativi.
Anche se c'è da notare che l'ammuffito pubblico dell'Ariston si sveglia di soprassalto per applaudire vigorosamente l'esibizione di Rubino (forse le vecchiette in prima fila pensavano si parlasse della pietra). 

Gli ospiti: su tutti il grande ospitone Claudio Baglioni. O meglio, chi mi dice che fosse il vero Claudio? Da quanto era rifatto il suo contenuto in plastica supera di gran lunga quello delle labbra di Alba Parietti.
Un occhio mezzo aperto, l'altro chiuso e la bocca che si apre a malapena, Claudio canta le sue hit del passato stando attendo che non si strappi da un momento all'altro. Dovrebbe sostituire Ridge al prossimo Beautiful.
Ricordatevi, comunque, di riciclare. Baglioni deve essere introdotto nella plastica.

Poco prima si era esibita in un monologo anche Franca Valeri, da denuncia il costumista che l'aveva vestita da cappuccetto rosso. 
Visto l'età degli ospiti di stasera si pensa che da stasera vengano riesumati Cleopatra e Giulio Cesare. In attesa di una risposta per Napoleone.

Alle 00:15 parte la competizione per i giovani. Ma è proprio necessario farli iniziare a questi orari così improponibili?  D'altrone è il Sanremo dei giovani per Fabio Strazio. Ma la cosa bella della kermesse è che i giovani sono già vecchi prima di cantare. Diodati, Bianca, Zibba e Filippo Graziani. Amen. 

Tra i vari settecento ospiti che fanno un monologo, manca purtroppo quello della Littizzetto, che appare sottotono rispetto alla prima serata. Ma dico, perché lasciarla fare due battutine per compensare la fiacchezza oscena di Fazio (con gag alle 00:45 oscene). Insomma un Festivalmonotono senza ritmo che si trascina faticosamente fino all'una di notte.

NO MARIA, IO QUESTO NON LO ACCETTO. E mancano ancora tre serate. 

Stasera aiutatemi spiritualmente con la terza serata in diretta sulla pagina Facebook di Trashipirina

mercoledì 19 febbraio 2014

La trashrecensione della prima serata di Sanremo2014: Festivalgeriatrico



Non è stato facile, ma sono arrivato fino in fondo alla prima puntata del 64esimo Festival di Sanremo. Un Festival che Fabio Fazio aveva definito dei giovani e per i giovani. Invece ci mancava giusto Gina Lollobrigida e Wilma de Angelis che potevamo fare un pulmino per giocare a Bingo. Mettiamoci anche la noia, ma quella ormai è una costante; come a dire che facciamo il Festival senza le pappone impellicciate all'Ariston. Sia mai.
Sanremo che è partito con un colpo di scena, due operai che tentano il suicidio. In realtà questo è un remake di quello accaduto nel 1995, quando Pippo Baudo andò a salvare il promesso suicido sul terrazzino e fu proclamato santo subito (tra l'altro avevo messo il video nella Sanremo Story proprio ieri, sto diventando forse Paolo Fox?). L'anno dopo si scoprì essere tutto organizzato, quest'anno si dice sia realtà. Per fortuna tutto è finito per il meglio, l'unica nota positiva è stata l'interruzione del monologo di Fazio soporifero quanto venticinque dosi di Xanax prese con il Negroni.

L'infinito monologo

I presentatori: meno male che c'è la Littizzetto in tutto sto mosciume, se non ci fosse lei a tirare su le sorti del Festival ci saremmo passati i testicoli sul mattarello a mo' di pasta già dopo dieci minuti. 
Anche perché Fazio dopo un'ora di trasmissione inizia ad essere urticante quanto un ramoscello di ortica nelle mutande. Le soluzioni sono due: o lo svegliate con delle secchiate d'acqua o con una dose massiccia di Viakal direttamente negli occhi. 
Carissimo Fabio, non puoi metterti a chiedere quali sono i punti di contatto tra le religioni a mezzanotte e più che poi sclero.

La scenografia: un fondamentale tema di discussione di Sanremo è sempre la scenografia. Che DEVE avere un elemento: la scalinata. Se non c'è la scalinata, e quindi una possibile caviglia slogata o caduta con salto carpiato, Sanremo non ha scopo di esistere. Quest'anno la scenografia dovrebbe riprendere una grande casa del '700 italiano, con tanto di scale a chioccola, colonnati e pavimenti. Una delle poche cose salvabili alla prima serata.



I cantanti: Nella prima puntata si esibiscono 7 di 14 big. Uno dice meno male si farà presto. Presto una ceppa, ognuno porta due canzoni, così i tempi si dilatano inesorabilmente. Traslasciamo Cristiano de Andrè, un misto tra Stefano Ricucci e Lucia Annunziata: mi sono tagliato dieci vene all'ascolto. 

Cristiano de Andrè venuto bene in foto
Tralasciamo anche Antonella Ruggiero che mi ha perforato i timpani, ma anche le retine alla vista. Se non fosse per i capelli stopposi, il sacchetto di plastica che indossa le starebbe anche bene.
Giusy Ferreri canta una copia di se stessa e vince mezzo chilo di patate dell'Esselunga (ricordate di votarla con la Fidaty Oro) mentre su Frank Hi NRG vorrei stendere un velo pietoso.
Gli unici promossi nella prima serata sono stati i Perturbazione ed Arisa

"Mi sono scordata il gas acceso"

Gli ospiti: ormai lontani i tempi degli ospitoni internazionali, ci dobbiamo beccare quello che capita. Ma una domanda che mi sono fatto questa sera è il perché di Laetitia Casta. Un perché che riguarda tutta la sua presenza a Sanremo. Se ci mettiamo quella deprimente gag con Fazio e la cantata di Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai mi viene ancora più voglia di prendere una baguette e frantumargliela in testa. 

Momenti imbarazzanti a Sanremo

Meno male che c'è la Carrà a risollevare il tutto, sembra Madonna da come è vestita, ma è molto meglio. Lei infatti non ha uno strato di venticinque botox in corpo. Incredibilmente snodabile, del tipo che se mi muovo come lei mi devono portare in rianimazione per un mese. Canta la sua nuova hit Ciaciaciaciaciociao (questo il testo) che mi rimarrà in mente per almeno due o trecento secoli. 

Cosa accadrà stasera? Io intanto mi preparo un thermos di caffè. Corretto.
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